Here is a collection of sentences, poems, songs and other written words that have been important, at some moment, in my life. Why I put these things here? For me, not to forget them, or for you, so you can read them? Why do I care? I do not really know, but words are important and I'll keep them here. Feel free to send me comments.




pensavo è bello che dove finiscono le mie dita
debba in qualche modo incominciare una chitarra
                                                      [Fabrizio De Andre']

Ho licenziato Dio
gettato via un amore
per costruirmi il vuoto
nell'anima e nel cuore.
Le parole che dico
non han più forma né accento
si trasformano i suoni
in un sordo lamento.
Mentre fra gli altri nudi
io striscio verso un fuoco
che illumina i fantasmi
di questo osceno giuoco.
Come potrò dire a mia madre che ho paura?
Chi mi riparlerà
di domani luminosi
dove i muti canteranno
e taceranno i noiosi.
Quando riascolterò
il vento tra le foglie
sussurrare i silenzi
che la sera raccoglie.
Io che non vedo più
che folletti di vetro
che mi spiano davanti
che mi ridono dietro.
Come potrò dire a mia madre che ho paura?
Perché non hanno fatto
delle grandi pattumiere
per i giorni già usati
per queste ed altre sere.
E chi, chi sarà mai
il buttafuori del sole
chi lo spinge ogni giorno
sulla scena alle prime ore.
E soprattutto chi
e perché mi ha messo al mondo
dove vivo la mia morte
con un anticipo tremendo?
Come potrò dire a mia madre che ho paura?
Quando scadrà l'affitto
di questo corpo idiota
allora avrò il mio premio
come una buona nota.
Mi citeran di monito
a chi crede sia bello
giocherellare a palla
con il proprio cervello.
Cercando di lanciarlo
oltre il confine stabilito
che qualcuno ha tracciato
ai bordi dell'infinito.
Come potrò dire a mia madre che ho paura?
Tu che m'ascolti insegnami
un alfabeto che sia
differente da quello
della mia vigliaccheria.
[ Fabrizio De Andre']

E la finestra la sbat i aal
ma la sa che po' mia na' via
e i stel g'han la facia lustra
cum'i occ de la nustalgia
in questa stanza senza nisun
guardi luntan e se vedi in facia
in questa stanza de n'altru tempu
i me' fantasmi lasen la tracia
                        [Davide van de Sfroos]

E de ogni mia dona se regòrdi el surìis
anca se cun nissöena sun rüvaa ai benììs
tanti donn che in sacòcia gh’eren scià el paradisi
insèma al rusètt hann lassa i cicatriis…
                            [Davide van de Sfroos]

C'è chi ha perso una brutta partita
ma comunque una fiche gli è restata
e può darsi ci sia un altro giro di ruota.
E poi non piange mai
se non è davvero solo.
I duri hanno due cuori
col cuore buono amano un pò di più,
i duri hanno due cuori
col cuore guasto odiano sempre un pò di più...
                                              [Ligabue]



Soldato Nencini, soldato d'Italia
semianalfabeeta, schedato: "terrone",
l'han messo a Alessandria perchè c'è più nebbia;
ben presto ha capito che a volergli bene
c'è solo quel cane che mangia la stoppa
fra i vecchi autoblindo, pezzato marrone...
Due o anche tre volte ha chiesto il tenente
a un suo subalterno: "Ma questo Nencini,
cos'ha, da sorridere sempre per niente?
Sorride un pò perso... magari a nessuno;
e mangia di gusto 'sto rancio puzzone!...
Ma è analfabeta, e per giunta, terrone!"
E arriva anche il giorno che arriva la posta;
e piove, e di dentro c'è tante persone.
S'inganna ridendo l'odore di piedi,
e là, più di tutti, chi ride è il terrone:
gli stanno leggendo del padre a Corfù;
C'è stata una capra malata... e continua:
"Sai, tristi è aspettari: se non t'amo più,
conviene lasciarsi..." Firmato: Mariù
Soldato Nencini, soldato d'Italia
di stanza a Alessandria, schedato: "terrone",
si è messo in disparte, sorride un pò meno;
ma di tanto in tanto, ti ferma qualcuno
e gira e rigira quel foglio marrone:
ti legge un frase; ti dice:"c'è scritto
"Sai, tristi è aspettari: se non t'amo più,
conviene lasciarsi..." Firmato: Mariù"
                                              [Enzo Jannacci]

YOU never understood, O unknown one,  
Why it was I repaid  
Your devoted friendship and delicate ministrations  
First with diminished thanks,  
Afterward by gradually withdrawing my presence from you,          5
So that I might not be compelled to thank you,  
And then with silence which followed upon  
Our final Separation.  
You had cured my diseased soul. But to cure it  
You saw my disease, you knew my secret,   10
And that is why I fled from you.  
For though when our bodies rise from pain  
We kiss forever the watchful hands  
That gave us wormwood, while we shudder  
For thinking of the wormwood,   15
A soul that’s cured is a different matter,  
For there we’d blot from memory  
The soft-toned words, the searching eyes,  
And stand forever oblivious,  
Not so much of the sorrow itself   20
As of the hand that healed it.  

                                               [From Spoon River Anthology, Edgar Lee Masters]



Se mi dimentichi
voglio che tu sappia una cosa.

Tu sai com' è questo:
se guardo la luna di cristallo,
il ramo rossodel lento autunno alla mia finestra,
se tocco vicino al fuoco
l' impalpabile cenere o il rugoso corpo della legna,
tutto mi conduce a te,
come se tutto ciò che esiste aromi, luce, metalli,
fossero piccole navi che vanno
verso le tue isole che m' attendono.

Orbene,
se a poco a poco cessi di amarmi
cesserò d'amarti poco a poco.

Se d'improvviso mi dimentichi
non cercarmi,
che già ti avrò dimenticata.

Se consideri lungo e pazzo
il vento di bandiere che passa per la mia vita
e ti decidi  a lasciarmi alla riva del cuore in cui affondo le radici,
pensa che in quel giorno, in quell' ora,
leverò in alto le braccia e le mie radici usciranno
a cercare nuova terra.

Ma se ogni giorno, ogni ora
senti che a me sei destinata
con dolcezza implacabile.
Se ogni giorno sale
alle tue labbra un fiore a cercarmi,
ahi, amore mio, ahi mia,
in me tutto quel fuoco si ripete,
in me nulla si spegne né si oblia,
il mio amore si nutre del tuo amore, amata,
e finché tu vivrai starà tra le tue braccia
senza uscire dalle mie.


                                                              [Pablo Neruda]